• Author:Mara
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IL DONO

Seduto a gambe incrociate di fronte a un perfetto sconosciuto ne sentiva il dolore.
Erano le carte di fronte a lui a raccontarglielo. E gli occhi del ragazzo che aveva detto poche parole a confermarglielo. 
Una brezza calda di quel maggio inoltrato li avvolgeva in un’aura magica densa di significato. Erano soli anche se tanti occhi tutto intorno li osservavano da lontano.
«Sta finendo, lo so! E lo sai anche tu.» voleva dargli un sollievo, ma poteva dirgli solo quello che le carte consentivano di dire. Non conosceva tutto. Non poteva rischiare di dire stupidaggini. Si fidava delle carte. Loro sapevano cosa dire. Lui poteva farsi da tramite e interpretare. «Ma non puoi pensare che continuare a rimuginarci sopra possa essere la soluzione. È il momento di agire, lasciando stare quello che la società è convinta debba essere il giusto»
Un mesto abbassare di ciglia.
«Quanto sei disposto a lottare per poter andare avanti? Quanto il tuo cuore deve fa ribollire il tuo pensiero perché si stacchi dalle convinzioni facili?»
«I miei non capirebbero. Tutto è già definito.» silenzio, «e loro non capirebbero.»
«Forse no. Hai ragione a pensarlo. Lo vedo che il tuo blocco nasce da qualcuno di vicino. Dalla paura del giudizio.» era lì di fronte a lui quel significato, «quanto è più semplice lasciare andare e quanto invece dominare. Quanto è volontà di farlo?» avrebbe voluto dirgli di non considerare chi gli stava dicendo di non correre perché se avesse corso i suoi desideri si sarebbero avverati e tutto sarebbe andato meglio. Questo però lo avrebbe detto a un suo amico di fronte a una birra (forse), non a un questuante con i Tarocchi di fronte a lui. «Non posso dirti quale sarà il tuo futuro. Posso leggerti quello che ti può aiutare a decidere per andare oltre. Per raggiungere quel che vuoi diventare. Devi decidere come raggiungere davvero il tuo stato futuro, quella sensazione di sicurezza che leggo qui. Hai il coraggio dalla tua parte. Usalo.»
Non poteva dire altro. Non in quel momento.
Ma una cosa in più poteva starci. Allungò una mano e strinse quella del ragazzo di fronte a lui.
«Usalo…» nulla di più.