Chi Sono
Contaminazione. È la parola che anno dopo anno sento sempre più vera.
Mi chiamo Mara Wilma Cassardo e sono una Professional Counselor.
Come persone abbiamo molteplici potenziali inespressi che vale la pena ascoltare e integrare nella nostra realizzazione. Per poter essere se stessi e poter dare agli altri con autenticità.
Proprio la volontà di meglio comprendere meglio me stessa e le potenzialità umane mi ha portato a intraprendere studi per diventare Counselor.
E questo è stato l'ultimo elemento che si è integrato al mio essere ingegnere, manager, scrittrice e non in ultimo mamma. Non parlo a caso di integrazione perché ognuno di questi aspetti per me ha arricchito gli altri dandomi la possibilità di migliorare e caratterizzarmi. È stato un percorso e sono tutt'ora sono in viaggio.
La scrittura è entrata a far parte della mia vita dopo i trent'anni e ha rappresentato un modo per guardarmi dentro ed esprimere quel che sento. Ancora non lo sapevo quando ho iniziato, ma stavo facendo auto-analisi iniziando un percorso di maggiore comprensione. I libri che ho pubblicato negli ultimi dieci anni trattano di tematiche diverse, sono impregnati di fantasia e di avventura, ma cercano di rappresentare le sfaccettature dell'animo umano anche addentrandosi in mondi misteriosi.
In modo naturale quindi il Counseling con l'analisi di sé ha arricchito la mia scrittura e la scrittura è diventata un supporto per le mie attività da Counselor: l'approccio narrativo in senso generale rappresenta esso stesso un modo per meglio comprendere il nostro 'perché' e dipanare le nostre storie, che sono uniche e importanti. Si tratta di una modalità che adotto nelle sessioni spostando l'attenzione dal problema alla persona che si trova ad affrontarlo.
Quel che ti ho raccontato è il manifesto della mia consapevolezza. Come Counselor vorrei aiutare per farti raggiungere la tua.
A ogni persona durante la vita può capitare di trovarsi in situazioni difficili da affrontare e gestire. Non sempre si riesce ad uscirne da soli ed è in questo momento che il punto di vista esterno di un professionista rappresenta un supporto per superare le difficoltà, darsi nuovi obiettivi, affrontare il cambiamento.
Il luogo di lavoro è sicuramente uno dei contesti fonte di stress e insoddisfazione. Può capitare di respirare il lavoro in ogni attimo della giornata tanto da avere l'impressione di non pensare ad altro, talvolta neanche nei sogni, di sentirsi fuori contesto, con la difficoltà di riallinearsi o volersi riallineare, di vivere conflitti con colleghi o responsabili tanto da perdere serenità. Ci sono anche situazioni in cui purtroppo si perde il lavoro trovandosi spaesati e in forte difficoltà nel definire il prossimo passo. Si tratta semplicemente di esempi di situazioni in cui può accadere di trovarsi, ma in senso generale la mancanza di serenità ci avvolge e si diffonde anche nel tempo rimanente della nostra giornata: il tempo per noi.
Quindi le relazioni, il lavoro o il nostro stare con noi stessi possono essere messi in discussione senza l’apparente capacità di venire a capo di una soluzione.
È in questi momenti che avere un aiuto può essere utile per raggiungere un nuovo equilibrio e una differente consapevolezza di sé. Capire come mai non stiamo bene, cosa possiamo fare per migliorare la nostra situazione, quali sono i nostri veri bisogni e quel che stiamo cercando di realizzare.
Questo è il contesto in cui agisco come Counselor, con empatia, senza giudizio e a supporto della persona, orientandomi principalmente al Counseling Umanistico Esistenziale di Carl Rogers e al modello di Career Counseling di Mark Savickas.
Adoro tutto quel che è ammantato di mistero. Ma ancor di più se i segreti nascosti sembrano emergere vividi dalle foschie della fantasia quasi ad affermare la propria realtà. E poi li ritrovi lì, proprio di fronte a te.
E quale mistero può essere più ampio di quello dell’animo umano?
Penso che il raccontare storie possa essere un modo semplice per trasmettere concetti e valori complessi. Il romanzo, a differenza del saggio, permette di affrontare la lettura con più leggerezza e di conseguenza raggiungere un numero maggiore di persone.
Come il Counseling anche la scrittura e quindi la lettura possono essere delle vie per la guarigione di se stessi.
-
La foglia che blocca la strada: l’autonomia spenta
Ti è mai capitato di sentirti paralizzata davanti a una scelta banale, pur sapendo perfettamente cosa fare? Spesso non è una questione di competenza, ma l'effetto di un ambiente che ha spento, un po' alla volta, la tua capacità di decidere. Attraverso il dialogo con una cliente e una celebre scena cinematografica, esploriamo quel blocco...
-
Il prezzo del “Sì”: perché dire sempre di sì al lavoro ti sta svuotando
Dire sempre di sì sembra la strategia di sopravvivenza più sicura in ufficio, ma spesso è proprio quel 'sì' a dare inizio a una silenziosa crisi di senso. In questo articolo esploro la figura dello 'Yes Man', un ruolo che tutti, sotto pressione, rischiamo di interpretare, e analizzo il costo invisibile che paghiamo in termini...
-
Micromanagement: come sopravvivere in ufficio
Dopo oltre 25 anni in azienda, ho visto molte forme di gestione, ma poche sono logoranti quanto il controllo costante. Ho pubblicato queste riflessioni su LinkedIn e il dibattito che ne è scaturito mi ha confermato quanto questo tema sia una delle cause principali della crisi di senso sul lavoro. Ecco perché ho deciso di...
-
Essere una cipolla
Ti sei mai chiesta chi sei davvero, oltre al ruolo che interpreti ogni giorno? Anche tu, come me, sei fatta di strati. Hai presente quando Shrek, attraversando un campo di girasoli, parla con Ciuchino per cercare di spiegare se stesso? Proprio in quel frangente, osservando la cipolla che tiene in mano, ha un’illuminazione: "Gli orchi...
-
Quando una canzone ti ricorda chi sei
Ci sono momenti in cui basta un dettaglio — una canzone, un odore — per ricordarti chi eri prima di perderti dentro ruoli e responsabilità Niente Spotify. Niente Bluetooth. Solo un mangiacassette infilato nello zaino e la voce roca di Vasco a tutto volume. Erano gli anni delle trasferte di basket, delle amiche che stonavano...
-
La trappola dello storytelling
Quante volte ti sei raccontata una storia sul tuo lavoro solo perché qualcun altro l'aveva scritta per te? Stamattina mi sono svegliata con un pensiero strano: “È ora di rileggere 1984 di Orwell.” Non è proprio una lettura da colazione con brioche, ma tant’è: certe storie pizzicano meglio di mille editoriali. Non so se l’hai...
-
I CALZINI SPAIATI
Nel mondo del lavoro, spesso si pensa che le emozioni siano come i calzini spaiati: meglio non farli vedere in pubblico! L’idea dominante, infatti, è che le emozioni disturbino la razionalità. E in ufficio è proprio di razionalità che c’è bisogno per fare business, risolvere problemi e mantenere la concentrazione. Si pensa che il lavoro...
-
Può un mal di schiena parlare?
Può un mal di schiena parlare? Sembra fatto apposta, gli sgoccioli del 2023 da vivere, un 2024 che sta per fare capolino ed eccomi bloccata: programmi saltati e tempo per pensare (e scrivere!). Il corpo a volte si ferma prima della mente. Ti sei mai chiesta cosa stava cercando di dirti un malessere fisico arrivato...
-
Ogni vita è una storia
Ogni vita è una storia. Ricca. Complessa. E talvolta anche strana. E nella sua complessità è sempre piena di significati che ti portano a guardarla come se fosse un film mai proiettato. Un libro mai scritto. Perché la storia di ognuno, anche se sotto alcuni aspetti può essere simile a quella di altri, di contro,...
-
Una storia qualunque
È facile pensare che la tua sia una storia qualunque. Una vita qualunque. Ti sei mai sentita 'una persona qualunque', con una vita che non sembra avere niente di speciale da raccontare? Non è vero, è solo una storia che non hai ancora riletto bene." Forse potresti pensare che gli eventi si siano susseguiti senza...