• Author:Mara
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Fratellanza

Un abbondante sbadiglio dopo l’abbuffata di pranzo certo non si poteva negare a nessuno.
“Non avrai esagerato un pochino?” Lucia guardava Aldo con un misto di stupore e incredulità per l’opera che aveva compiuto suo fratello.
“Dai Lu, non rompere. Per una volta che non c’è la mamma a stressare ti ci metti tu? Dovevo chiederti il permesso forse?” ecco era arrivato al punto, doveva improvvisare stronzate proprio quando non c’erano i parents?
“Forse non hai capito,” il crepitio allegro del camino la distraeva da quello sciocco di suo fratello spaparanzato sul divano “io devo uscire e farmi i fatti miei stasera, vorrei evitare di rimanere bloccata a casa a far da balia a te.”
“E chi ti ha chiesto niente… sono quasi maggiorenne e so quel che faccio.” Aldo si alzò e preso un giubbotto al volo uscì in veranda.
“Dove stai andando adesso? Non sono quei quattro baffi che hai sotto il naso a farti grande Aldo. Cresci, cazzo!” da un rimbrotto si stava trasformando in una litigata.
“Ma lo sai che credo tu sia davvero più pesante di mamma!? Lo confermo…” accese una sigaretta del padre e sbuffò una nuvola di fumo impertinente.
Ecco, quella del fumo era un’altra delle cose che la faceva imbestialire. Da quando gli avevano beccato le sigarette nelle tasche, in casa era scattato il regime di controllo. E neppure lei riusciva più a farla franca. Tra annusate sparse quando tornava a casa e preoccupazione nel lasciare la borsa sopra la sedia.
Regime del terrore immotivato per lei… ma pesante da sopportare.
“Ne vuoi un tiro sorella ‘mercurio’?” fece una smorfia… ma la verità era che non riusciva a rimanere più di tanto arrabbiata con lui.
“Va be’, vuol dire che resterò ancora qualche ora per vedere che tu stia bene. Passa quel pacchetto fratello rompiscatole.”
“Dai sorellona vieni qui che ti scaldo, due minuti fuori e già ti è venuto il naso rosso.” Un sorriso solare che sapeva conquistare tutti.
“Come sei solerte…”
“Urca che parolona… arriva dalla mitologia greca? Un Dio? Un viale?”
“No Aldo, questa no, ti prego…” non riuscì a non scoppiare a ridere. Ma come gli venivano fuori proprio non lo sapeva.
Certe volte non capiva se quello sfoggio di stronzate fosse dettato da una profonda ignoranza o dal suo modo di appianare tutte le discussioni con una bella risata e una pacca sulla spalla.