Il bisogno che ti muove

Ogni giorno scegli di muoverti in una certa direzione, contattare persone per gioire della loro compagnia e confrontarti su quel che accade, rispondere in un certo modo, magari a una provocazione, trovarti spiazzatə o indifferentə per una mancanza di attenzione o per una sollecitazione improvvisa: ogni tua azione prende slancio poggiandosi sul Bisogno (volutamente con la B maiuscola) che hai, ed è proprio lì che si trova la motivazione per il compimento di ogni tua azione.

Ma cosa rappresenta il Bisogno?

Partiamo da qui per sgombrare il campo da incomprensioni o diverse interpretazioni.

Il Bisogno è uno stato di tensione dovuto alla mancanza di qualcosa che risponde a esigenze fisiologiche, a esigenze psicologiche o a esigenze sociali acquisite dall'ambiente.

Parlo di Bisogni legati alla sopravvivenza, alla protezione, all’appartenenza o all’amore, alla necessità di essere accettatə, al voler realizzare le proprie aspirazioni o potenzialità autorealizzandosi

Il punto è che ognuno ha Bisogni differenti rispetto a quelli di chi ha intorno. Ci sono contesti, condizioni di vita, frequentazioni, passato, processi di consapevolezza che ci differenziano l’unə dall’altrə. E questo spiega perché tu, io, il tuo collega, il tuo capo, a parità di obiettivi, potremmo prendere decisioni non equivalenti.

Dipende a che punto ognuno è nella soddisfazione dei propri Bisogni personali.

La cosa da tenere ulteriormente in considerazione è che i Bisogni possono mutare per ognuno nel corso della propria vita. Non si tratta di caratteristiche statiche, ma che mutano sulla base di quel che ottieni, della tua crescita, di come il cambio di contesto li alimenta e li fa evolvere.

Questo determina il fatto che tu possa anche agire in maniera diversa in momenti differenti della tua vita seppur ti dovessi trovare in situazioni simili.

Ed ecco che quindi il Bisogno è collegato a degli stati di tensione che richiedono di essere soddisfatti, ma è allo stesso tempo indipendente da un oggetto.

Per questo motivo parlare di Bisogno è diverso dal parlare di Desiderio, che invece si connette prettamente a un ‘oggetto’. Nella pratica, però, sono intrinsecamente collegati. Il Desiderio nasce, infatti, per la soddisfazione del Bisogno, e tutto si muove in maniera precisa laddove ci si muove in maniera funzionale ossia in allineamento con l’identità del sistema e dell’ambiente in cui vivi. Il problema potrebbe presentarsi invece se il desiderio è disfunzionale ossia in conflitto con i valori fondamentali del sistema che ti ospita

Ed è nel mondo di riconoscimento dei propri bisogni che si muove il romanzo Undici Minuti di Coelho. Attraversando la vita della sua protagonista, Maria, puoi capire come certe scelte, talvolta pericolose possano essere inconsapevolmente fatte per soddisfare i propri bisogni. Laddove però questi non vengano riconosciuti, allora la disfunzionalità è dietro l’angolo.

E può succedere di tutto.

Di perdersi.

O talvolta di riuscire a salvarsi.

Come fare? Con la consapevolezza: riuscendo a vedersi davvero per quel si è, conoscere se stessi e quel che ci circonda. Magari proprio nel momento in cui il passo successivo potrebbe determinare il perdersi del tutto.

Questa è la storia di Maria nel romanzo. Una narrazione che mi ha fatto riflettere sull'importanza del riconoscimento di quale siano i propri bisogni per evitare di muoversi in maniera confusa e non funzionale.

Si tratta di una bellissima fiaba dei giorni nostri, rude, spinta e allo stesso tempo poetica. Il tutto in 11 minuti che possono diventare il senso di una vita o solo l’evasione di una giornata.

 

Ne vuoi sapere di più?

Mara W. Cassardo - Counselor

+39 3473443223

mwc@maracassardo.it

 

 

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