In gioco tra resilienza e anti-fragilità

Nel nostro appuntamento domenicale di Counseling for You su ClubHouse abbiamo scavato nel nostro intendere la vita rispetto a Resilienza e Anti-fragilità.

A volte può succedere che, osservando chi sta affrontando una situazione complessa e stressante, si possa affermare ‘Io non riuscirei a gestirlo!’

Come mai?

Si tratta di un approccio personale alle criticità che però non è assoluto, dipende dalle esperienze che abbiamo fatto, dal nostro percorso di vita e apprendimento, dalle nostre caratteristiche personali.

Tutto questo definisce il nostro personalissimo filtro di interpretazione della realtà con il quale valutiamo quel che accade definendo quindi quel che pensiamo di poter fare e quel che invece crediamo di non essere in grado di portare avanti. A un certo punto del nostro percorso iniziano a emergere le paure.

Eppure, quando nasciamo lo facciamo senza di essa.

Quindi si può tornare indietro? Possiamo eliminare la paura?

Ci viene in aiuto la citazione di Frank Herbert, autore di Dune

“Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l'annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Lascerò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Solo io ci sarò.”

E da questa frase emergono alcuni interessanti spunti. Di certo il carattere transitorio della paura, ma anche la possibilità di accettarla e farcisi attraversare.

La paura è un’emozione e come tale è messaggero, non messaggio. È importante capire cosa ci sta dicendo di noi. Per questo motivo non bisogna cancellarla o cercarla di strapparla, ma come dice Herbert: facciamoci calpestare. Io aggiungerei: stiamoci dentro, ascoltiamola, non rifiutiamola.

Come tutte le emozioni anche la paura ha una sua energia e ha un motivo per esistere.

Siamo noi che possiamo decidere cosa fare con la paura che proviamo, come ascoltarla e decidere di muoverci.

E qui entra in gioco la resilienza, ossia la capacità di fronteggiare agli eventi stressanti trovando un modo alternativo, magari anche creativo, per riorganizzare la propria vita dinanzi senza essere bloccati o schiacciati alle difficoltà, con la capacità di continuare a essere se stessi.

Oppure ancora mettere in opera l’anti-fragilità (concetto coniato da Taleb, saggista-matematico libanese), un concetto che va addirittura oltre alla resilienza: non solo continuare a essere se stessi ma migliorare nelle difficoltà. Si tratta quindi della capacità di trovare nuove forze e possibilità nella difficoltà, migliorando.

Ma per riuscire a esercitare resilienza e anti-fragilità cosa si può fare? Esistono forse degli antidoti alla paura?

Ci sono tante strategie che si possono adottare, ma nel nostro appuntamento domenicale abbiamo voluto come sempre scavare un po’ dentro noi stessi cercando non solo principi generali a cui appellarci, ma anche strumenti personali.

Non smettere di imparare accrescendo la propria conoscenza e mettersi alla prova anche nelle situazioni di difficoltà esercitando il principio dell’adattamento, nei termini di accettazione di quel che accade, plasmando il proprio modus operandi. Ma c’è un elemento da tenere sempre in considerazione: i valori. Se può essere accettabile modificare il modo di fare, altrettanto non lo sono o propri principi che invece ci caratterizzano. Cedere su questi potrebbe voler dire un po’ perdersi e snaturarsi.

E tutto questo può essere fatto mantenendo la centratura, elemento fondamentale per rimanere se stessi, evitando di diventare un riflesso degli altri.

E così l’adattamento viene visto come la capacità di assorbire gli urti e l’energia che ne deriva senza cambiare la propria essenza.

Se vogliamo riassumere in breve quel che è emerso domenica scorsa potrei definirlo come stare e fluire.

 

Vi aspetto con Eleonora Greco domenica prossima 9/5 alle 17.30 su Clubhouse insieme a Eleonora Greco.

 

Mara W. Cassardo - Counselor

+39 3473443223

mwc@maracassardo.it

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