Passione o identificazione?

Il confine è difficile da tracciare e soprattutto non è uguale per tutti.

Partiamo però dall'inizio, dal significato che assume il lavoro nella vita, perché il lavoro dà dignità alla persona!

E' ciò che ci lega alla realtà, che spesso si associa al nostro senso di identità personale, che conferisce concretezza alle nostre capacità e definisce anche la nostra appartenenza sociale.

Tutto qui? Pleonastico dire quanto pesi nella vita di ognuno in termini di valore.

Se vogliamo guardarlo da vicino, infatti, non è solo sforzo fisico o intellettuale, è anche un modo per sviluppare le proprie capacità cognitive, per diventare una persona migliore, per conoscere se stessi e sviluppare i propri punti di forza. Se secoli fa era considerato una dannazione, oggi il lavoro è diventato al contrario uno strumento di nobilitazione della vita umana. Le fatiche del singolo contribuiscono al bene della collettività. Prima ci si vergognava di lavorare. Oggi ci si vergogna a non lavorare.

Peraltro, oltre a esercitare una funzione manifesta che si declina nella possibilità di ricevere risorse economiche per soddisfare le esigenze di sostentamento, ha la capacità di soddisfare una serie di funzioni latenti, ossia di bisogni psicologici essenziali per il benessere e l’equilibrio. Il lavoro, infatti, struttura il tempo, crea occasioni di contatto, impone l’attività e definisce lo status sociale. Non in ultimo ci permette di accrescere la nostra autostima, motivandoci a far sempre meglio.

Insomma, si tratta di una delle principali componenti di attribuzione sociale per la definizione dell’Identità del singolo ossia per la sua riconoscibilità.

Complessivamente quindi rappresenta un elemento estremamente importante per ognuno di noi!

Talvolta, in extremis, accade anche che ci si identifichi con ciò che si fa piuttosto che con ciò che si è, trovando motivazione e senso unicamente o principalmente in quel che accade al lavoro. Per alcuni peraltro il lavoro non rappresenta neppure più solo un mezzo, una parte della vita, talvolta diventa addirittura un fine a cui tendere, a cui rivolgere completamente le proprie energie.

Risuona quel che dico? O si tratta di qualcosa lontano?

E allora proviamo a immaginare cosa accadrebbe a una persona che ha l'Identità così fortemente spostata verso il contesto lavorativo. Cosa le succederebbe qualora qualcosa dovesse iniziare ad andare male. Qualora le relazioni lavorative dovessero logorarsi o magari riscontrasse un apprezzamento diverso dal solito. Qualora perdesse addirittura il lavoro.

Chiudiamo gli occhi e proviamo a sentire la sofferenza che proverebbe.

Già solo questo sembra di forte impatto, ma non si esaurisce qui. Perché l'effetto principale sarebbe la destabilizzazione, una messa in discussione di se stessa tanto più forte quanto più saldo era il legame con il contesto lavorativo in cui, in fin dei conti, aveva trovato la sua piena realizzazione.

E forse sarebbe talmente tanto 'nel problema' da non riuscire a vederne i contorni. Potrebbe non avere le risorse o gli strumenti per capire e riprendere a respirare. Si sentirebbe risucchiata nel mulinello senza poterne vedere l'uscita.

E allora prendiamo un respiro insieme. E guardiamoci dentro. Quanto siamo vicini a questa persona. Quanto magari abbiamo sentito un'affinità.

Riconoscere la situazione è il primo passo.

Ricostruire il proprio senso considerando le proprie peculiarità e sfaccettature come Individuo è un percorso da intraprendere. Per ritrovarsi.

 

 

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