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Scegliere… di essere.

Seduto a gambe incrociate di fronte a un perfetto sconosciuto ne sentiva il dolore.

Erano le carte di fronte a lui a raccontarglielo. E gli occhi del ragazzo che aveva detto poche parole a confermarglielo.

Una brezza calda di quel maggio inoltrato li avvolgeva in un’aura magica densa di significato. Erano soli anche se tanti occhi tutto intorno li osservavano da lontano.

«Sta finendo, lo so! E lo sai anche tu.» voleva dargli un sollievo, ma poteva dirgli solo quello che le carte consentivano di dire. Non conosceva tutto. Non poteva rischiare di dire stupidaggini. Si fidava delle carte. Loro sapevano cosa dire. Lui poteva farsi da tramite e interpretare. «Ma non puoi pensare che continuare a rimuginarci sopra possa essere la soluzione. È il momento di agire, lasciando stare quello che la società è convinta debba essere il giusto»

Un mesto abbassare di ciglia.

«Quanto sei disposto a lottare per poter andare avanti? Quanto il tuo cuore deve fa ribollire il tuo pensiero perché si stacchi dalle convinzioni facili?»

«I miei non capirebbero. Tutto è già definito.» silenzio, «e loro non capirebbero.»

«Forse no. Hai ragione a pensarlo. Lo vedo che il tuo blocco nasce da qualcuno di vicino. Dalla paura del giudizio.» era lì di fronte a lui quel significato, «quanto è più semplice lasciare andare e quanto invece dominare. Quanto è volontà di farlo?» avrebbe voluto dirgli di non considerare chi gli stava dicendo di non correre perché se avesse corso i suoi desideri si sarebbero avverati e tutto sarebbe andato meglio. Questo però lo avrebbe detto a un suo amico di fronte a una birra (forse), non a un questuante con i Tarocchi di fronte a lui. «Non posso dirti quale sarà il tuo futuro. Posso leggerti quello che ti può aiutare a decidere per andare oltre. Per raggiungere quel che vuoi diventare. Devi decidere come raggiungere davvero il tuo stato futuro, quella sensazione di sicurezza che leggo qui. Hai il coraggio dalla tua parte. Usalo.»

Non poteva dire altro. Non in quel momento.

Ma una cosa in più poteva starci. Allungò una mano e strinse quella del ragazzo di fronte a lui.

«Usalo…» nulla di più.

 

Il Mago

Iniziare e scegliere.

Il mago ha il numero I. questo numero contiene la totalità in potenza, è come il punto originale da cui nasce l’universo. Per il Mago tutto è possibile.

Alejandro Jodorowsky

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Libertà… di guardare oltre!

Gli piaceva stare seduto su quella fontana, a gambe incrociate guardando le persone di fronte a lui.

Sapeva che osservare poteva portare a comprendere le persone. Non c’erano bugie nella comunicazione non verbale, soprattutto se l’osservazione non era esplicita.

E così vedeva chi era soddisfatto, annoiato, felice o triste. I movimenti degli occhi, le smorfie del viso o anche i gesti delle mani erano utili indizi per interpretare chi gli era intorno.

Un bel esercizio per chi come lui voleva capire e andare oltre.

E poi c’era lei, al di là della folla. Un caschetto castano e tante lentiggini in volto.

Era lei che voleva capire. Era lei che voleva indagare. Lo sapeva.

Iniziò a fissarla mentre lentamente mischiava le carte del suo colorato mazzo di Tarocchi.

E sapeva che sarebbe stato una calamita.

Non ci volle molto perché il suo sguardo iniziasse a vagare come attirato da una forza sottile che non riusciva a vedere. Occhi vispi che si muovevano.

E poi la densità dell’aria tra di loro aumentò. Gli occhi erano negli occhi. Questo bastava. Ma non era ancora pronta a quel tocco immateriale così forte. Rifuggiva. Scansava.

Sorrise tra sé e sé.

Non ora. Il momento sarebbe arrivato. Decise in un attimo di lasciare il Matto lì su quel gradino.

L’avrebbe trovato.

L’avrebbe aiutata.

E prima o poi avrebbe capito.

 

Il Matto

Libertà, grande apporto di energia.

Il Matto ha un nome ma non il numero […] Rappresenta l’energia originaria senza limiti, la libertà totale, la follia, il disordine e il caos o anche l’impulso creatore fondamentale.

Alejandro Jodorowsky

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