Metafora della foglia che blocca la strada: analisi del blocco decisionale e della perdita di autonomia causata dal contesto aziendale. Mara Cassardo.

La foglia che blocca la strada: l’autonomia spenta

Ti è mai capitato di sentirti paralizzata davanti a una scelta banale, pur sapendo perfettamente cosa fare? Spesso non è una questione di competenza, ma l'effetto di un ambiente che ha spento, un po' alla volta, la tua capacità di decidere. Attraverso il dialogo con una cliente e una celebre scena cinematografica, esploriamo quel blocco invisibile che trasforma professionisti autonomi in formiche in attesa di istruzioni.

 

Non so più da dove iniziare": il dialogo del blocco

Immagina il dialogo tra una professionista in difficoltà e la sua Counselor.

“Non so più da dove iniziare.”

“In che senso, fammi capire meglio.”

“Ogni volta che devo prendere una decisione… mi blocco.”

“E prima succedeva la stessa cosa?”

“Prima decidevo. Sbagliavo, certo, ma decidevo.”

“Cosa è cambiato?” Silenzio.

“Non lo so. Non capisco. Ma adesso ho bisogno di un binario. Una procedura, un’indicazione. Anche per le cose più semplici. Come se sentissi il bisogno di chiedere a qualcuno: 'Va bene così?' Anche se so che va bene. Solo per essere sicura di non aver scavalcato nessuno o di non fare errori.”

È qui che il quadro si arricchisce con un particolare: non stiamo parlando di una mancanza di competenze e andando avanti a parlarle ho compreso che si tratta di un adattamento incrementale alle circostanze che l'ha portata in blocco.

La sindrome della formica di Bug's Life

Per farti meglio capire, provo a riportare alla tua memoria una scena di Bug’s Life (ti lascio il link allo spezzone del film qualora non lo ricordassi). Una foglia cade davanti alla fila e la formica, che se l’è trovata d’improvviso davanti, si dispera per l’evento appena accaduto: “Non so cosa fare! Nessuno mi ha detto cosa fare!”. Mr. Soil, la formica funzionario della colonia, la guarda sicuro e la aiuta a girarci intorno, risultando così coraggioso e visionario agli occhi del gruppo: la vera guida delle formiche. (effetto micromanagement)

Faceva ridere, al cinema. Ma quando succede nella realtà, smette di essere un cartone animato. Diventa la cronaca di un'autonomia spenta a forza di "allineamenti" ed "execution" spinte (magari non pienamente condivise).

Perché nessuno nasce così. Nessuno nasce con il desiderio di essere solo un ingranaggio silenzioso o uno yes man. Quello che nella realtà accade è il risultato derivante dall'ambiente.

Torniamo indietro alla professionista citata sopra. All’inizio c’è la competenza, l’iniziativa, ci sono i tentativi. Poi, lentamente, il contesto cambia. Ogni volta che lei prova a interpretare il suo ruolo in modo autonomo, viene richiamata all'ordine oppure le cambiano le regole e lei risulta inadeguata. Ogni deviazione dai binari prestabiliti viene letta come una criticità. Ogni intuizione fuori dagli schemi viene considerata un'interferenza nel flusso.

Il messaggio che risuona è monocorde: l'unico valore è l'aderenza al compito.

L'adattamento incrementale: come si spegne l'autonomia

Ed è così che a poco a poco ci si trasforma:

  1. All’inizio è una scelta tattica: “Mi conviene limitarmi a quanto richiesto.”
  2. Poi diventa una protezione: “Meglio non esporsi, il rischio non paga.”
  3. Poi diventa una condizione mentale: “Aspetto che il percorso sia tracciato.”

Fino a quando, un giorno, non è più una scelta che viene consapevolmente fatta, bensì è l’unica modalità rimasta.

Una cultura del silenzio rassicurante

Quando una persona arriva a dirti “non sono più capace”, potrebbe non stare descrivendo un limite personale, ma stare raccontando una storia che è stata scritta per lei. Una storia fatta di feedback che premiano la staticità e scoraggiano l’autonomia o il libero pensiero non conformato.

Ed è in questi casi che la domanda da porsi non è: “Perché le persone non hanno più iniziativa?” Ma: “Quale cultura abbiamo costruito per rendere il silenzio così rassicurante?”

E voi, nelle vostre realtà, state crescendo persone capaci di "girare intorno all'ostacolo" o state costruendo file di formiche che si bloccano davanti a un rametto inaspettato sulla via?

Ti senti ferma davanti a quella foglia? Se hai la sensazione che la tua autonomia sia stata "disattivata" e non riesci più a ritrovare il tuo binario, parlarne e iniziare a sfogliare i nostri strati può essere il primo passo per spostare l'ostacolo. Nel mio percorso di counseling lavoriamo per recuperare quella voce che il contesto ha provato a zittire.

Lavoro sullo sviluppo della consapevolezza personale: la conoscenza ed accettazione di sé sono le fondamenta per trovare la spinta necessaria a raggiungere i tuoi obiettivi, superare i conflitti e i momenti di crisi che ti può capitare di attraversare. Se vuoi scoprire qualcosa di più vai alla pagina in cui lo descrivo.

Mara W. Cassardo

Professional Counselor

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