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Counseling for you: rubrica su #RadioSp30

Ieri è partita una nuova avventura, su radio #RadioSP30: nasce la rubrica Counseling for you, un'ora in cui viene affrontata una tematica sia in termini teorici sia con esempi pratici, all'interno della trasmissione #VivaLaMamma.

Abbiamo parlato di CAMBIAMENTO, partendo dal presupposto che leggerlo come un’opportunità non è comune e non è neppure istintivo.

Se non cambiamo niente, avvertiremo senz’altro che i rischi sono minori. Ma è sempre così? In realtà, restare dove siamo comporta un rischio enorme, quello di non essere mai soddisfatti.
Fare un passo fa paura, terrorizza a volte, ma è solo paura dell’ignoto.

Allo stesso tempo però, la crescita va di pari passo con il cambiamento. Quindi, la vita ciclicamente è sottoposta a cambiamenti che riguardano ogni sfera della nostra esistenza. Ed è quando il disagio si manifesta che bisogna fermarsi e guardarci dentro. Da lì si aprono molteplici possibilità, eliminando il 'galleggiamento' che è decisamente nocivo.

Clicca sul pulsante Play giallo per ascoltare:

Vi aspetto a febbraio per parlare insieme di una nuova tematica... e se pensi che ci siano particolari temi che vuoi vengano affrontati, scrivi pure a me o alla redazione in Radio SP30.

Un abbraccio

Mara W. Cassardo - Counselor

+39 3473443223

mwc@maracassardo.it

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Open post solitudine e dolore

Solitudine, inevitabile dolore

Roberta era nell’altra stanza.

Confusa.

In un corpo non suo.

Sola.

Perché era necessario di sentisse così. Doveva ritornare su di sé. Prendere consapevolezza di chi realmente fosse. Dentro, oltre a ogni sviante apparenza. Roberta era Roberta. Al di là di quelle bellissime lentiggini. Del suo sorriso genuino o del suo sguardo che cercava la sfida. Roberta era molto di più questo. Ma non se ne rendeva conto.

Lui sapeva quanto fosse fantastica. Quanto la sua anima potesse essere potente. Lui sapeva. Lui aveva già visto.

E non poteva essere buono o comprensivo per farla svegliare. Non sarebbe servito. La condiscendenza non avrebbe portato da nessuna parte.

Emanuele non era certo che la strategia che stava adottando avrebbe portato il risultato atteso. Ma aveva deciso di mettersi in gioco. Con tutto quello che poteva.

Scosse la testa sfogliando distrattamente un libro nella biblioteca della casa.

Sarebbe stato doloroso.

Per lui per primo. Perché era buio assoluto sugli strascichi che il suo comportamento si sarebbe portato dietro. E questo lo lacerava. Perché non voleva perderla.

Ma era necessario in quel viaggio.

Forse a tempo debito Roberta avrebbe capito.

Ma solo se effettivamente fosse riuscita a prendere consapevolezza di sé.

Chiuse gli occhi stanchi e si massaggiò le palpebre.

Era ora di riposare.

Il giorno successivo sarebbe stato risolutivo.

 

XI - La Forza

Inizio creativo, nuova energia.

La Forza è quella che apre la strada alle energie inconsce. […] Il messaggio de La Forza è chiarissimo: il lavoro della coscienza passa innanzitutto attraverso il rapporto con le forse istintive.

Alejandro Jodorowsky

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Open post ispirazione

Ispirazione: un dono

L’ispirazione è un movimento non razionale, un impulso da cui possiamo venire investiti che ci provoca un sussulto interiore.

Si tratta di un ponte diretto con il nostro inconscio, con quella parte di noi che non possiamo catalogare, imbrigliare o comprendere. Dobbiamo infatti arrenderci al fatto che l’inconscio sia sempre presente nella nostra vita. Quasi fosse un regista nascosto che influenza e parla senza essere visto.

Non è facile accettarlo, soprattutto se siamo profondamente radicati nella nostra razionalità. Impensabile arrendersi al fatto che qualcosa di non controllabile possa influenzarci, eppure è lì, sempre presente, con il suo enorme carico di informazioni, ricordi, tracce che abbiamo intercettato nella nostra esistenza, ma di cui non abbiamo più memoria.

L’inconscio gestisce le nostre “scelte emotive”. Capire come comunicare e interagire con esso ci aiuta a comprendere meglio il nostro più ‘profondo’, le istanze che hanno plasmato la nostra vita.

ma altresì può essere colto se si è in apertura e non completamente immersi nel fare, nel pensare, nel produrre.L’ispirazione, in diretta comunicazione con l’inconscio, è un senso di possibilità. Un soffio che sfiora quando meno ce lo si aspetta, che arriva quando non lo cerchi,

È una sensazione a cui possiamo dare ascolto perché genera associazione di idee e in questo senso produce terreno fertile su cui costruire nuovi progetti. Si tratta altresì di humus fondamentale da cui attingere per perseguire il cambiamento.

E allora la domanda successiva immagino sia automatica: dove possiamo trovare l’ispirazione?

Mi spiace deludere i seguaci del tutto-subito, ma l’ispirazione non ha una ricetta fissa. Non è fatta di passi uguali per tutti. Non è il 2+2 uguale a 4.

Ognuno può avere una fonte di ispirazione. La lettura di certo è uno di questi. Perché leggere porta ad esplorare mondi esterni che non conosciamo o pensiamo di non conoscere.

La natura è un altro, perché permette di far vagare la mente al di là dello stretto pensiero dell’operatività.

Dio o l’Universo lo sono allo stesso modo, dando la possibilità di aprirci all’ignoto e alla riflessione.

Canzoni, poesie, viaggi, culture diverse.

Lo è anche confrontarsi con le persone. Aprirsi alla possibilità di cose nuove, di nuovi punti di vista.

E quando arriva quella sensazione impercettibile, è il momento di non lasciarla andare. Di connetterci con essa. Perché è meraviglia e magia.

Si tratta di un tocco al nostro inconscio: genera un’onda che collega altri elementi nascosti che non avevamo considerato. Vivere ispirati significa riconnettersi con esso e lasciare che ci parli.

E tu? Da cosa ti fai ispirare?

 

Mara W. Cassardo - Counselor

+39 3473443223

mwc@maracassardo.it

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Cambiamento che arriva da lontano

Questa è una storia che arriva da lontano, addirittura dalla Turchia. È la storia di una donna. Forte. Coraggiosa. Intrisa di passione.

È la storia di Sevgül Öztavman, guida turistica in lingua italiana: una professione in cui ha sempre creduto mossa dall’amore per la sua terra e per le bellezze che possiede. Puoi immaginarlo?

Io sì! È stata la mia guida quando sono stata ad Istanbul. E se già mi piaceva prima di visitarla, ti assicuro che dopo aver passato un’intera giornata con lei il tutto si è trasformato in adorazione. Perché la storia di questa città e di questo popolo mi ha agganciata già dalle sue prime parole quando eravamo sedute su una panchina a chiacchierare e a fumarci una sigaretta in attesa che la mia amica scendesse dall’hotel. Ed è continuata in ogni tappa storica in un crescendo di emozioni. Adoro la passione e quindi quella di Sevgül mi si è attaccata addosso.

E adesso? Be’, hai presente quando piccoli dettagli ti fanno ritornare a dove hanno trovato la loro espressione più significativa? Qualcuno li chiama trigger. Ecco, per darti un’idea, adesso appena sento un gabbiano il pensiero vola sul Bosforo.

Ma torniamo a Sevgül … altrimenti continuo a parlare di Istanbul. E il discorso devia.

Ebbene, talvolta le cose non vanno come dovrebbero.

E la forza di questa donna è stata quella di non arrendersi. Di rimettersi in gioco.

Sì perché la crisi del turismo in Turchia è iniziata molto prima del Covid, quando situazioni politiche non semplici hanno sostanzialmente ristretto il flusso di visitatori dall’Italia trasformandolo man mano in un contagocce. E delle guide turistiche che ne è stato? Be’, penso tu possa immaginarlo. Il lavoro si è assottigliato. Lentamente.

E lì c’è stata la prima decisione di Sevgül: non lasciarsi abbattere attendendo che le cose si sistemassero, ma utilizzare la propria energia per sondare vie nuove. Per lei è stato iscriversi a un corso di feltro… lei che non aveva mai preso un ago in mano!!!

All’inizio è stato unicamente gioia nel fare, creatività da mettere in opera. E il ritorno non è stato immediato. È rimasta semplicemente nel presente, in quel che arrivava. Ed è così che ha iniziato a vendere i suoi manufatti partecipando al mercatino di Natale di sua nipote.

Svolta da un milione di dollari? Assolutamente no!

Arrendersi? Neppure!

Reinvestire? Ecco sì, questa è stata la sua decisione. Usando anche gli introiti dati dal suo lavoro come guida turistica. Imparare nuove tecniche, nuove possibilità di ‘giocare’ con i materiali. E in questo movimento di possibilità è arrivata la lavorazione della pelle. Un maestro italiano. Un corso da seguire nella nostra bellissima Firenze.

Ma… perché se ci fai caso c’è sempre un ‘ma’ a cui appellarsi!

Il costo? Be’ sì, questo era di certo un problema (considera peraltro che i costi in Italia sono molto più alti rapportati a quelli in Turchia), ma, tra prestito in banca e un lavoro inaspettato da guida, Sevgül è riuscita a sistemare.

Quindi a posto? Si parte?

Ecco che arriva un altro inghippo: il visto. A qualcuno può sembrare pazzesco, ma uscire dalla Turchia per un turco non è così semplice e immediato. Anche se hai fatto tutti i passi giusti, anche se hai pagato quel che si deve pagare. Può capitare di trovarsi pronti per partire e non poterlo fare più.

In uno scenario di questo tipo, la resa era dietro l’angolo. Accettare che non fosse il caso, il momento o quant’altro poteva certo essere una via. Forse, se non ci fosse stata passione reale per quel corso, desiderio vero di cambiare e imparare cose nuove, convinzione che quella tracciata fosse la nuova via, accettazione di un rischio. Sevgül sentiva come avrebbe dovuto essere. Era qualcosa che le arrivava da dentro. Quindi semplicemente non si è arresa e ha tentato un’altra carta: ha chiesto al maestro di trasferirsi da lei a Istanbul per alcuni mesi.

Prova a indovinare? Ha accettato.

E da qui è partita una nuova avventura, fatta di altri sacrifici per imparare, creare, predisporre un laboratorio. E le mani doloranti e rovinate non l’hanno fermata.

Ha sfidato il suo status quo. Ha messo in discussione quello che era stata fino a quel momento.

E si è rimessa in gioco. Non facendosi abbattere dalle difficoltà.

Un pezzo dopo l’altro, ancora una volta è andata avanti. Ha creato una sua linea.

Raccontato adesso può sembrare semplice. Ma non credere che sia stato un cambiamento senza paura. Ce n’è stata. Molta. Però il suo coraggio di lanciarsi e partire è prevalso. Errori? Certo anche questi ce ne sono stati. Ma le sono serviti per migliorare.

Oggi?

Be’, direi di andare a vedere il suo shop online per farsi un’idea del suo lavoro. https://www.etsy.com/it/shop/bymeleatherdesign?ref=simple-shop-header-name&listing_id=840734822

Giusto per capirsi Sevgül non ha ventanni. Proprio perché la possibilità di cambiamento non ha un’età, anche se molti pensano che sia così! Ed è la storia di una persona come sei tu e come sono io. Normale.  Quindi spero proprio che questa storia possa essere d’ispirazione per te che leggendo senti risuonare la tua necessità di cambiamento e rinnovamento. Per non arrenderti. Per ripartire.

E allora… çok güzel!!

Mara W. Cassardo - Counselor

+39 3473443223

mwc@maracassardo.it

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Ingannevole apparenza

Seduta su quel letto duro lasciava vagare lo sguardo di fronte a sé. Verso il cielo puntinato di stelle. Lucenti. Invasive. Quasi soffocanti.

Una luce strana.

Immaginava che ridessero di lei. Donna in un corpo di uomo. Fragile e allo stesso tempo nerboruta. Lontana in un viaggio che era solo nella sua mente. Oppure no?

Quanto tempo era davvero passato da quando aveva lasciato il XXI secolo per trovarsi lì nel I dopo Cristo?

Se ci pensava tutto era impossibile. Tutto il contrario di tutto.

Chi era amico era diventato scostante. E lei adesso era sola. O solo?

Si guardò le mani. Enormi in quel buio naturale. Aveva spento tutto. Ma le stelle continuavano a dirle la verità. A mostrarle la verità. Non era più una ragazza, ma un uomo.

Sfilò i calzari e lanciò la tunica lontano.

Se avesse continuato a pensare sarebbe impazzita.

E se fosse andata da Emanuele?

No… impossibile.

Dal tono con cui l’aveva liquidata lasciandola ai servitori non sembrava che potessero esserci alternative a rimanere lì e aspettare che la notte passasse.

Che la luce si sostituisse al buio.

Che il movimento e la ricerca potessero continuare.

Chiuse gli occhi. Si coricò.

Mentre una lacrima straripava sulla guancia e le dimostrava quanto fosse vulnerabile.

Ma la sera spesso vela le reali dimensioni della verità. E bisogna aspettare il giorno per poter riprendere la propria strada. Lo sapeva.

E allora non c’era alternativa.

Strinse i pugni e si avvolse nella coperta ruvida.

Il giorno sarebbe di nuovo arrivato e a quel punto avrebbe capito.

Emanuele le avrebbe spiegato.

Glielo doveva.

 

X - La Ruota della Fortuna

Principio, metà o fine di un ciclo.

[…] La Ruota della Fortuna è chiaramente orientata verso la chiusura del passato e l’attesa del futuro. Il messaggio potrebbe essere che la realtà, sotto un’apparenza solida, è in perenne mutamento come le onde del mare.

Alejandro Jodorowsky

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